L'organismo di controllo dell'UE spinge per il divieto delle stablecoin a causa dei timori sulla stabilità

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30 settembre 2025
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L'organismo di controllo dell'UE spinge per il divieto delle stablecoin a causa dei timori sulla stabilità
Punti chiave
  • · XNUMX€Il Comitato europeo per il rischio sistemico ha raccomandato di vietare le stablecoin multi-emissione, citando rischi per la liquidità e la stabilità finanziaria.
  • · XNUMX€La raccomandazione non è giuridicamente vincolante, ma potrebbe spingere le autorità dell'UE a rafforzare la vigilanza su emittenti come Circle e Paxos.
  • · XNUMX€Questa mossa è in linea con i progressi dell'UE verso un euro digitale, che potrebbe essere lanciato entro il 2029 come alternativa ufficiale alle stablecoin private.

Un nuovo dibattito sta prendendo forma in Europa, mentre le autorità di regolamentazione spostano l'attenzione sulle stablecoin. Alcuni rapporti suggeriscono che il Comitato europeo per il rischio sistemico, un organo di controllo dell'UE, abbia raccomandato il divieto di alcune tipologie di stablecoin che operano sia nelle giurisdizioni dell'UE che in quelle extra-UE. La decisione non è giuridicamente vincolante, ma potrebbe spingere le autorità nazionali ad assumere posizioni più forti. Ciò avviene mentre la Banca centrale europea continua a evidenziare i rischi legati alle stablecoin emesse all'estero e lavora allo sviluppo del proprio progetto di euro digitale.

 

Raccomandazione ESRB

La scorsa settimana, il Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS) ha pubblicato delle linee guida che raccomandano il divieto di quelle che definisce stablecoin multi-emissione o transgiurisdizionali. Si tratta di token emessi congiuntamente nell'UE e al di fuori del blocco, con riserve gestite attraverso ordinamenti giuridici diversi. Sebbene le linee guida non abbiano forza di legge, sono state sostenute dai governatori e dai funzionari delle banche centrali dell'UE, il che le conferisce un'influenza significativa.

L'ESRB ha indicato come rischi centrali le preoccupazioni relative agli squilibri di liquidità e alle difficoltà di rimborso. In uno scenario in cui i detentori europei di tali token tentassero rimborsi su larga scala, le riserve disponibili all'interno dell'UE potrebbero non essere sufficienti a soddisfare la domanda. Ciò potrebbe portare a instabilità, soprattutto considerando che molte riserve sono detenute in attività al di fuori dell'eurozona, spesso denominate in dollari statunitensi.

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I rischi evidenziati dai responsabili politici

Christine Lagarde, Presidente della Banca Centrale Europea, si è espressa negli ultimi mesi sui rischi legati agli emittenti di stablecoin extra-UE. In precedenti dichiarazioni, ha invitato i responsabili politici a colmare le lacune normative, evidenziando le potenziali vulnerabilità delle stablecoin garantite da riserve valutarie. Analogamente, un funzionario della Banca Centrale Italiana ha espresso preoccupazione per il fatto che le stablecoin multi-emissione possano comportare rischi sistemici per la stabilità finanziaria dell'UE.

L'avvertimento dell'ESRB fa eco a queste opinioni, osservando che una supervisione frammentata tra le giurisdizioni potrebbe creare incertezze giuridiche e vulnerabilità operative. La preoccupazione non si limita alla liquidità. Include anche la possibilità che gli emittenti di stablecoin al di fuori dell'UE possano ottenere vantaggi nel mercato europeo senza soddisfare gli stessi standard degli emittenti con sede nell'UE, previsti dalla normativa sui mercati delle criptovalute (MiCA) dell'Unione.

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Impatto sugli emittenti di stablecoin

Grandi emittenti come Circle, che opera Moneta USD (USDC) e Paxos, nota per Pax Dollar (USDP), sono considerate potenzialmente interessate da questa raccomandazione. I loro token sono fungibili a livello globale, ma si basano su modelli di gestione delle riserve che si estendono a diverse giurisdizioni. Secondo l'ESRB, tali modelli potrebbero mettere a dura prova la competitività delle stablecoin denominate in euro e ridurre la capacità dei progetti dell'UE di affermarsi nei mercati tokenizzati.

La raccomandazione non equivale a un divieto odierno, ma segnala un contesto più restrittivo per le stablecoin extra-UE. Gli emittenti potrebbero dover ripensare i propri modelli operativi in ​​Europa, allineandosi maggiormente alle norme MiCA o limitando le modalità di emissione delle loro stablecoin nella regione.

 

Sviluppi dell'euro digitale

Lo sfondo di questa discussione è l'esplorazione da parte dell'Unione Europea di una valuta digitale della banca centrale. L'euro digitale è in fase di revisione dal 2021, con i funzionari della BCE che hanno segnalato che gli Stati membri potrebbero concordare il suo quadro normativo entro la fine di quest'anno. Un potenziale lancio è stato discusso per il 2029.

Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della BCE, ha recentemente affermato che l'euro digitale è stato concepito come una forma di moneta di banca centrale sicura, affidabile e universalmente accessibile. I funzionari lo considerano un complemento al contante fisico e uno strumento per rafforzare la resilienza finanziaria dell'Europa nell'era digitale. Per alcuni osservatori, la posizione del CERS sulle stablecoin sembra allinearsi a questa strategia più ampia, garantendo che i token privati ​​ed emessi all'estero non compromettano lo sviluppo di un'alternativa europea ufficiale.

 

Cosa riserva il futuro alle stablecoin nell'UE

Il rapporto secondo cui un organismo di controllo dell'UE spinge per il divieto delle stablecoin ha introdotto nuova incertezza nel mercato europeo delle criptovalute. Sebbene la raccomandazione non sia vincolante, riflette la crescente cautela dei responsabili politici e segnala un controllo più severo in futuro. Per emittenti come Circle e Paxos, le linee guida evidenziano la necessità di adattarsi a un contesto normativo più esigente. Con l'avanzare dell'UE verso un potenziale euro digitale, il futuro delle stablecoin nella regione dipenderà da quanto riusciranno ad allinearsi alle norme e alle priorità europee in continua evoluzione.